50 Primavere: la menopausa come spunto di riflessione sulla situazione femminile

Il nuovo film della regista Blandine Lenoir inizia subito presentandoci la sua protagonista, Aurore (Agnès Jaoui).
Auore è una donna, mamma, lavoratrice, affannata, con le sue piccole ansie e insicurezze e con un problema: le vampate, una delle conseguenze della menopausa per cui la scienza sembra aver fatto poco o nulla. Entra in scena dunque anche coprotagonista del film: la menopausa, appunto, in tutta la sua complessità con fenomeni ed effetti collaterali; evento di cui si parla ancora troppo poco che spesso le donne devono affrontare da sole. Questa solitudine ci viene raccontata nella scena dal medico, che alle domande di Aurore risponde con evasive, inutili e poco comprensibili spiegazioni scientifiche o nell’incontro con un’altra donna con lo stesso problema dove la possibilità di parlare dell’argomento diventa un piccolo sollievo.

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La storia è relativamente semplice: Aurore vive con le due figlie che ha allevato da sola essendo separata; lavora come cameriera in un ristorante che ha recentemente cambiato gestore e modalità di lavoro (cameriere giovanissime e nuovo proprietario dal carattere particolare). Lei, come già detto, è in menopausa e una serie di eventi contribuiscono a scombussolarle ulteriormente la vita: una sua figlia è incinta e va a vivere con il marito, l’incontro casuale con il suo vecchio amore dei diciotto anni che lei aveva lasciato in un errore di gioventù, litiga con il suo datore di lavoro e si licenzia, l’altra figlia decide di seguire il suo ragazzo all’estero andandosene anche lei di casa. La trama evolverà verso un lieto fine alternando momenti ironici e comici a scene di straordinaria malinconia (quasi la regista volesse accompagnarci tra gli sbalzi di umore dati dalla menopausa).

50 primavere

Tutto il film in realtà utilizza l’evento fisiologico femminile come spunto per disegnare la condizione della donna nella società attuale, donna emancipata, ma ancora circondata da troppe sottili forme di discriminazione, violenza psicologica o preconcetti e abitudini di pensiero che rendono la vita comunque ancora troppo faticosa.
Per affrontare queste difficoltà le donne sembrano trovare la forza ancora una volta nell’amicizia femminile, che permette di confrontarsi e vincere ansie e paure, bella la scena in cui Aurore, le due figlie e la sua amica (Pascale Arbillot) si ritrovano insieme su un letto abbracciate.

Si tratta di una commedia leggera, piacevole da vedersi, forse un po’ indecisa tra l’ironico e il melanconico, ma con delicatezza riesce a farci riflettere sulla nostra società e su comportamenti che ancora consideriamo normali ma che possono diventare sottilmente violenti.

/// il trailer ///