“Copia Conforme” di Abbas Kiarostami una riflessione surreale sui rapporti umani

La critica non sembra aver recepito bene il film “Copia Conforme” di Abbas Kiarostami: si è detto che è noioso, incomprensibile, senza conclusione, monopolizzato dall’attrice Juliette Binoche.

 

Copia Conforme William Shimell

Probabilmente il film presenta delle imperfezioni stilistiche e una fotografia non perfetta, ma forse il problema è che si tratta di un film difficile (nel senso più positivo del termine). Un film di riflessione sul cinema, sulla rappresentazione, sulla finzione, sull’essere personaggio, sull’indossare una maschera. Questa riflessione, è portata avanti mediante dialoghi, allusioni, equivoci presentati allo spettatore e a volte non risolti perché un concetto lasciato in sospeso è un ottimo motore di pensiero.
Finito di vedere il film si pensa, si riflette nei giorni successivi sull’opera appena vista, soprattutto ci si interroga, e sarebbe bene interrogarsi non tanto sulla correttezza stilistica dell’opera quanto sui contenuti e sugli spunti offerti da questa rappresentazione surreale.

Copia conforme Juliette Binoche e William Shimell

Surreale è forse un buona definizione di “Copia Conforme: il titolo, che sarebbe poi il libro presentato dallo scrittore James Miller (William Shimell), introduce l’idea alla base dell’opera: il rapporto tra l’originale e un’eventuale copia; se nel libro il discorso è riferito alle opere d’arte nel film si estende alla copia come riproduzione della realtà.
L’incontro tra lo scrittore James Miller e la gallerista interpretata da Juliette Binoche si sviluppa in un percorso attraverso il territorio toscano dove un equivoco (una barista li scambia per una coppia sposata) genere la recita, la finzione che entrambi mettono in atto spontaneamente: la finzione evolve, fino a far perdere la cognizione di cosa sia reale, cosa recitato, con un totale disorientamento dello spettatore.

Per godere il film  forse bisogna rinunciare all’atto di orientarsi, ma perdersi e farsi trasportare dai dialoghi dalle azioni prendendo le domande che ne derivano per sviluppare le proprie riflessioni. Un film dai lunghi dialoghi e dalla trama irreale che in fondo serve solo come guida per analisi intellettuali più alte, un film che non vuole dare risposte ma solo mostrarci le questioni.

Copia Conforme Scena film

CURIOSITA’

 

Le lingue del film sono tre italiano (lingua del luogo), francese (lingua della donna) e inglese (lingua dello scrittore) e si alternano nei dialoghi, in particolare l’alternanza tra inglese e francese si lega allo stato d’animo dei protagonisti in un raffinato scambio multilingue. Per questo il film sarebbe da vedere in lingua originale infatti, come già avevamo visto ne Il disprezzo, il doppiaggio purtroppo finisce con il cancellare alcune sfumature stilistiche che invece varrebbe la pena percepire.

Il film “Copia Conforme” sarà disponibile sulla piattaforma streaming MUBI fino al 3 marzo 2018

 

/// il trailer ///