David di Donatello 2018. Il meglio.. e il peggio di un anno di cinema italiano (senza peli sulla lingua)

Si assegnano mercoledì 21 marzo i David di Donatello 2018. Con 15 nomination “Ammore e malavita” è il film su cui si concentrano le maggiori attenzioni. Tra pronostici, speranze ed opinioni personali ne approfitto per fare un bilancio di quello che il cinema italiano ha espresso in questi 12 mesi.

 

Miglior film

 

  • A Ciambra, regia di Jonas Carpignano
  • Ammore e malavita, regia di Manetti Bros.
  • Gatta Cenerentola, regia di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone
  • La tenerezza, regia di Gianni Amelio
  • Nico, 1988, regia di Susanna Nicchiarelli

La cinquina di quest’anno, inutile dirlo, ha un’appeal decisamente inferiore a quello di molte edizioni precedenti, ma si apre piacevolmente agli autori giovani ed innovativi. Il favore dei pronostici sembra arridere al film dei Manetti Bros, ma se da un lato sarei molto contento di vedere premiata una carriera caratterizzata da coerenza ed indipendenza mi dispiacerebbe se il riconoscimento arrivasse proprio nel momento in cui i due autori romani hanno ceduto alle logiche del mercato accontentandosi di fare il restyling del loro precedente successo “Song ‘e Napule“. A mio avviso il David ha un unico degno vincitore ed èNico, 1988” di Susanna Nicchiarelli, opera ambiziosa e coraggiosa che ha saputo brillantemente superare la sfida della collocazione in un contesto internazionale. La vittoria di un film di animazione sarebbe una sorpresa assoluta, ma “Gatta Cenerentola” è certamente un’opera di cui il cinema italiano deve andare estremamente fiero. “L’ordine delle cose” di Andrea Segre è il film che probabilmente merita il titolo di “più trascurato” dai giurati. A mio avviso è una delle migliori opere della stagione ed in cinquina non avrebbe affatto sfigurato.

Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli

Miglior regista

 

  • Jonas CarpignanoA Ciambra
  • Manetti Bros. – Ammore e malavita
  • Gianni Amelio – La tenerezza
  • Ferzan Özpetek – Napoli velata
  • Paolo Genovese – The Place

Quanto scritto a proposito del “miglior film” ci apre subito ad una domanda: come è possibile lasciare fuori dalla cinquina per la migliore regia Susanna Nichiarelli? La cosa crea ancora maggiore sconcerto se si pensa che al suo posto ha ottenuto la nomination Ferzan Ozpetek, autore di una delle opere più deludenti e confuse della stagione. Anche qui il pronostico sembra dire Manetti Bros, mentre io, privato della possibilità di tifare per la Nicchiarelli, avrei piacere di vedere premiato, forse solo per affetto, il grande Gianni Amelio. Un David a Jonas Carpignano mi troverebbe comunque assolutamente d’accordo perchè, pur non avendo amato particolarmente il suo film, gli riconosco una straordinaria potenza espressiva nel coniugare il reale (tanto) con la finzione (poca).

A Ciambra di Jonas Carpignano

Miglior regista esordiente

 

La categoria delle opere prime appare senza dubbio molto deludente per l’assoluta scarsità di proposte offerte. Nessuna esclusione eccellente va segnalata, visto che una delle migliori sorprese dell’anno, “Manuel” di Dario Albertini, non è ancora candidabile perchè distribuito in sala solo a partire dal prossimo maggio. La sfida, nei pronostici e nel mio personale gradimento, sembra quindi necessariamente circoscritta a “Cuori puri” di Roberto De Paolis e “Easy” di Andrea Magnani. La presenza di un film più brutto che cattivo come quello di Cosimo Gomez dà la misura di quanto poco altro ci fosse da prendere in considerazione.

Easy. Un viaggio facile facile di Andrea Magnani

Migliore sceneggiatura originale

 

Ha fatto scalpore vedere Donato Carrisi candidato in questa categoria pur essendo il suo film tratto da un romanzo ma poi è arivata la precisazione che essendo il romanzo scritto dallo stesso autore della sceneggiatura la definizione di “originale” è quella che tecnicamente gli si addice. Detto ciò mi auguro che Carrisi non vada oltre la nomination perchè di questo film è proprio la scrittura ciò che mi ha convinto di meno. Senza voler ripetere ossessivamente i nomi di Nico e della Nicchiarelli, credo che un premio al decano degli sceneggiatori italiani Francesco Bruni sarebbe cosa buona e giusta. E la sensazione è che potrei essere davvero accontentato.

La ragazza nella nebbia

Migliore sceneggiatura adattata

 

I Taviani? Come sia possibile candidare questo piatto adattamento del romanzo di Fenoglio è un altro dei misteri di questa edizione. “The place” mi è piaciuto ma la rielaborazione dell’originale serie tv americana “The booth at the end” si è limitata davvero a pochi ritocchi. “Sicilian Ghost Story”, di contro, non mi è piaciuto (perchè si perde nell’eccessiva lunghezza) ma merita grande rispetto per aver saputo trasformare in fiaba una delle vicende più agghiaccianti di cui la mafia si è resa protagonista. Fosse per me non avrei nessun dubbio nell’assegnare il premio a “La guerra dei cafoni”, una delle più belle rivelazioni dell’anno, e non è detto che non sia anche il pensiero dei giurati, ma sul film c’è il rischio che possa pesare la scarsa visibilità avuta in sala.

La guerra dei cafoni

La Guerra dei Cafoni

Miglior produttore

 

  • Stayblack Productions, Jon Copolon, Paolo Carpignano, Rai Cinema – A Ciambra
  • Carlo Macchitelli, Manetti Bros. con Rai Cinema – Ammore e malavita
  • Luciano Stella e Maria Carolina Terzi per Mad Entertainment e Rai Cinema – Gatta Cenerentola
  • Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo film, con Rai Cinema, Joseph Rouschop e Valérie Bournonville per Tarantula – Nico, 1988
  • Domenico Procacci, Matteo Rovere con Rai Cinema – Smetto quando voglio – Masterclass e Smetto quando voglio – Ad honorem

Qui vale ovviamente il discorso fatto per il miglior film: lo sforzo produttivo compiuto per “Nico, 1988” non dovrebbe lasciare alcun dubbio riguardo all’assegnazione di questo premio. Una particolare sottolineatura la merità però anche la realtà produttiva che è alla base del successo di “Gatta Cenerentola”

Gatta Cenerentola

Migliore attrice protagonista

 

  • Paola Cortellesi – Come un gatto in tangenziale
  • Jasmine Trinca – Fortunata
  • Valeria Golino – Il colore nascosto delle cose
  • Giovanna Mezzogiorno – Napoli velata
  • Isabella Ragonese – Sole cuore amore

Dispiace dover dire che la migliore interpretazione femminile dell’anno non figura nemmeno in cinquina. La prova attoriale di Lucia Mascino in “Amori che non sanno stare al mondo” è davvero folgorante e dimostra che una sfigata può strapparci  anche una risata e non necessariamente deve straziarci il cuore, cosa che, peraltro, fanno benissimo sia Jasmine Trinca che Isabella Ragonesi, con la prima decisamente favorita per la vittoria finale. Di Valeria Golino mi accontento di dire che aggiunge un’altra interpretazione di gran classe alla sua luminosissima carriera.

Jasmine Trinca in Fortunata

Miglior attore protagonista

 

  • Antonio Albanese – Come un gatto in tangenziale
  • Nicola Nocella – Easy – Un viaggio facile facile
  • Renato Carpentieri – La tenerezza
  • Alessandro Borghi – Napoli velata
  • Valerio Mastandrea – The Place

La grande sorpresa è che per la prima volta manca il nome di Toni Servillo, nonostante avesse la possibilità di essere candidato per due film (“Lasciati andare” e “La ragazza nella nebbia”), ma lui ha già prenotato la nomination e forse anche il premio del prossimo anno quando tornerà in lizza nei panni di Berlusconi per il nuovo film di Paolo Sorrentino, “Loro”. Con ogni probabilità il vincitore di quest’anno sarà un altro (meritatamente) onnipresente ai David, Valerio Mastandrea. La sua interpretazione in “The place” è maestosa, ma una piccola insidia gliela porta il personaggio più bello dell’anno, quell’Easy cui Nicola Nocella conferisce una straordinaria umanità con i suoi meravigliosi ed intensi silenzi. Sulla candidatura di Borghi preferisco stendere un velo pietoso, creando con questa espressione solo un casuale richiamo al titolo del film di cui è protagonista.

Valerio Mastandrea in The Place

Migliore attrice non protagonista

 

  • Claudia Gerini – Ammore e malavita
  • Sonia Bergamasco – Come un gatto in tangenziale
  • Micaela Ramazzotti – La tenerezza
  • Anna Bonaiuto – Napoli velata
  • Giulia Lazzarini – The Place

Micaela Ramazzotti tutta la vita! Deve essere senz’altro suo il premio anche per ricompensare l’ingiustizia compiuta un anno fa quando avrebbe meritato l’ex-aequo con Valeria Bruni Tedeschi per “La pazza gioia”. La tenerezza è diventata da tempo il tratto distintivo dei suoi personaggi. Mi è piaciuta molto anche Claudia Gerini in versione vedova allegra (del boss), ma insegue con molti giri di ritardo.

Micaela Ramazzotti in La Tenerezza

Miglior attore non protagonista

 

  • Carlo Buccirosso – Ammore e malavita
  • Alessandro Borghi – Fortunata
  • Elio Germano – La tenerezza
  • Peppe Barra – Napoli velata
  • Giuliano Montaldo – Tutto quello che vuoi

Tra i non protagonisti mi piacerebbe molto vedere premiato Carlo Buccirosso. Dopo anni in cui l’attore napoletano ha visto sempre poco riconosciute le sue grandissime doti comiche (e non solo) il cinema italiano si è finalmente accorto di non poter più fare a meno di lui, ma quest’anno a sbarrargli il passo potrebbe esserci un’altro dei memorabili personaggi della stagione, Giorgio di “Tutto quello che vuoi”, nel quale Giuliano Montaldo ha condensato tante splendide emozioni.

Tutto quello che vuoi

Per le restanti categorie ecco l’elenco di tutte le candidature:

Migliore autore della fotografia

 

  • Tim Curtin – A Ciambra
  • Gianni Mammolotti – Malarazza – Una storia di periferia
  • Gian Filippo Corticelli – Napoli velata
  • Luca Bigazzi – Sicilian Ghost Story
  • Fabrizio Lucci – The Place

Miglior montatore

 

  • Affonso Gonçalves – A Ciambra
  • Federico Maria Maneschi – Ammore e malavita
  • Massimo Quaglia – La ragazza nella nebbia
  • Stefano Cravero – Nico, 1988
  • Consuelo Catucci – The Place

Miglior musicista

 

  • Pivio e Aldo De Scalzi – Ammore e malavita
  • Antonio Fresa, Luigi Scialdone – Gatta Cenerentola
  • Franco Piersanti – La tenerezza
  • Pasquale Catalano – Napoli velata
  • Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo – Nico, 1988

Migliore canzone originale

 

  • Bang bang (musica di Pivio e Aldo De Scalzi, testo di Nelson, interpretata da Serena Rossi) – Ammore e malavita
  • A chi appartieni (musica e testi di Dario Sansone, interpretata da Foja) – Gatta Cenerentola
  • Fidati di me (musica e testi di Mauro Pagani, interpretata da Massimo Ranieri e Antonella Lo Cocco) – Riccardo va all’inferno
  • Italy (musica di Anja Plaschg e Anton Spielmann, testi di Anja Plaschg, interpretata da Soap&skIN) – Sicilian Ghost Story
  • The Place (musica di Marco Guazzone, Giovanna Gardelli, Matteo Curallo, Stefano Costantini, Edoardo Cicchinelli, testi di Marco Guazzone, Giovanna Gardelli, interpretata da Marianne Mirage) – The Place

Cuori Puri di Roberto de Paolis

Miglior scenografo

 

  • Noemi Marchica – Ammore e malavita
  • Maurizio Sabatini – Brutti e cattivi
  • Tonino Zera – La ragazza nella nebbia
  • Giancarlo Basili – La tenerezza
  • Deniz Gokturk Kobanbay, Ivana Gargiulo – Napoli velata
  • Luca Servino – Riccardo va all’inferno

Miglior costumista

 

  • Nicoletta Taranta – Agadah
  • Daniela Salernitano – Ammore e malavita
  • Anna Lombardi – Brutti e cattivi
  • Alessandro Lai – Napoli velata
  • Massimo Cantini Parrini – Riccardo va all’inferno

Miglior truccatore

 

  • Veronica Luongo – Ammore e malavita
  • Frédérique Foglia – Brutti e cattivi
  • Maurizio Fazzini – Fortunata
  • Roberti Pastore – Napoli velata
  • Marco Altieri – Nico, 1988
  • Luigi Ciminelli, Emanuele De Luca, Valentina Iannuccilli – Riccardo va all’inferno

Miglior acconciatore

 

  • Antonio Fidato – Ammore e malavita
  • Sharim Sabatini – Brutti e cattivi
  • Mauro Tamagnini – Fortunata
  • Daniela Altieri – Nico, 1988
  • Paola Genovese – Riccardo va all’inferno

Riccardo va all’Inferno

Miglior suono

 

  • Giuseppe Tripodi, Florian Fèvre, Julien Pérez – A Ciambra
  • Lavinia Burcheri, Simone Costantino, Claudio Spinelli, Gianluca Basili, Sergio Basili, Antonio Tirinelli, Nadia Paone – Ammore e malavita
  • Andrea Cutillo, Timeline Studio, Giorgio Molfini – Gatta Cenerentola
  • Fabio Conca, Giuliano Marcaccini, Daniele De Angelis, Giuseppe D’Amato, Antonio Giannantonio, Dario Calvari, Alessandro Checcacci – Napoli velata
  • Adriano Di Lorenzo, Alberto Padoan, Marc Bastien, Éric Grattepain, Franco Piscopo – Nico, 1988

Migliori effetti digitali

 

  • Chromatica, Wonderlab, Hive Division – AFMV – Addio Fottuti Musi Verdi
  • Palantir Digital – Ammore e malavita
  • Autre Chose – Brutti e cattivi
  • Mad Entertainment – Gatta Cenerentola
  • Frame by Frame – Monolith

Miglior documentario di lungometraggio

 

  • ’78 – Vai piano ma vinci, regia di Alice Filippi
  • Evviva Giuseppe, regia di Stefano Consiglio
  • La lucida follia di Marco Ferreri, regia di Anselma Dell’Olio
  • Saro, regia di Enrico Maria Artale
  • The Italian Jobs: Paramount Pictures e l’Italia, regia di Marco Spagnoli

Miglior cortometraggio

 

  • Bismillah, regia di Alessandro Grande
  • Confino, regia di Nico Bonomolo
  • La giornata, regia di Pippo Mezzapesa
  • Mezzanotte zero zero, regia di Nicola Conversa
  • Pazzo & Bella, regia di Marcello Di Noto

Nella categoria miglior cortometraggio il premio è già stato assegnato a “Bismillah” di Alessandro Grande. Qui sotto trovate invece il link per vedere il bellissimo corto di Pippo Mezzapesa, presentato alla Camera dei Deputati a pochi mesi dall’approvazione della legge contro il caporalato.

Miglior film dell’Unione Europea

 

Miglior film straniero

 

  • Dunkirk, regia di Christopher Nolan
  • L’insulto (L’insulte), regia di Ziad Doueiri
  • La La Land, regia di Damien Chazelle
  • Loveless (Neljubov’), regia di Andrej Zvjagincev
  • Manchester by the Sea, regia di Kenneth Lonergan

Premio David giovani

 

  • Gatta Cenerentola, regia di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone
  • Gramigna Volevo una vita normale, regia di Sebastiano Rizzo
  • Sicilian Ghost Story, regia di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza
  • The Place, regia di Paolo Genovese
  • Tutto quello che vuoi, regia di Francesco Bruni

Chiudo con un’immagine tratta da “Sicilian Ghost Story” perchè al di là di quello che avranno scelto i giovani giurati sono davvero contento che i ragazzi delle scuole abbiano visto questo film.