“Easy. Un viaggio facile facile”. È il tuo sguardo innocente in mezzo alla gente, la felicità.

“Easy. Un viaggio facile facile” opera prima del regista Andrea Magnani è un altra di quelle piccole meraviglie che ogni tanto il nostro cinema sa regalarci. Dopo essere stato distribuito nelle nostre sale a fine agosto dalla Tucker Film, il film è ora disponibile sui principali siti di streaming e dal 5 dicembre anche in dvd.

easy un viaggio facile facile

Easy è il diminutivo di Isidoro, ex talento del go-kart che, arrivato alle soglie della Formula 1, ha visto andare in frantumi il suo sogno per un insolito incidente. Oggi vive chiuso in casa, obeso, depresso e viziato dalla madre (interpretata in due brevi apparizioni da Barbara Bouchet). Easy ha un animo innocente, suo fratello (bravissimo come sempre Libero De Rienzo) è invece un imprenditore senza scrupoli che un giorno gli affida un lavoro tutt’altro che facile: dovrà rimettersi al volante, attraversare l’Europa e consegnare la bara con la salma di un operaio ucraino morto lavorando in nero in un suo cantiere. In queste poche righe di sinossi c’è il necessario incipit ma non il cuore del film che comincia veramente solo quando Easy supera il confine, si lascia alle spalle la famiglia e comincia, in compagnia di un cadavere, quel viaggio che sarà innanzitutto una riscoperta di se stesso.

Chiuso in un ormai cronico silenzio si troverà costretto ad affrontare le difficoltà di una lingua che non sa né leggere né parlare e troverà nei gesti e negli sguardi un nuovo straordinario canale comunicativo. La svolta del film arriva dopo circa venti minuti: gettato via il navigatore e capito che neanche l’app col traduttore vocale può essergli di grande aiuto, Easy si trova davanti ad un bivio che pare indicare sia a destra che a sinistra la strada per Kiev. Inizialmente la sua scelta sembra rivelarsi sbagliata, ma dopo che gli avranno rubato l’auto lasciandogli la bara sulla strada, sarà il destino a guidarlo portandolo a contatto con un’umanità che forse neanche immaginava che esistesse. Da questo momento in poi il viaggio ed il film procedono attraverso una serie di incontri e di situazioni che ci consegnano momenti di grande lirismo alternati ad altri certamente divertenti. Con un sorriso tenero e malinconico stampato sul volto gli spettatori accompagneranno Easy in questo viaggio surreale che ha tutto il sapore del migliore cinema scandinavo, con evidenti riferimenti alle opere di Aki Kaurismaki, da sempre uno dei migliori cantori delle anime solitarie.

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La scelta dei brani musicali che compongono la colonna sonora si coniuga perfettamente con le suggestioni del film. “Felicità” di Al Bano e Romina diventa un emblematico leitmotiv: la canticchia un camionista mentre di notte fa pipì vicino ad un albero, la canta anche Easy mentre è chiuso nel gabinetto di una stazione di polizia in una delle scene più divertenti del film. Più difficile è scegliere, tra i tanti, il personaggio o la scena più poetica dell’opera. L’anziano uomo che lo aiuta a trasportare la bara con il suo carretto trainato da un cavallo ed il momento in cui Easy lo omaggia con un mazzetto di fiori arrivano dritti al cuore, così come l’incontro con il prete che gli parla (in ucraino) dei suoi sogni è certamente carico di significati.

L’opera di esordio di Andrea Magnani, regista nativo di Rimini che oggi vive tra Trieste e New York, è stata presentata quest’anno in concorso al 70° Festival di Locarno dove ha vinto con Nic Nocella il premio per la migliore interpretazione maschile. L’attore pugliese, che aveva conosciuto la ribalta con “Il figlio più piccolo” di Pupi Avati, ancora una volta non esita a mettere in gioco la propria fisicità per consegnarci un personaggio che, lavorando per sottrazione, resta memorabile per le straordinarie capacità espressive che ne fanno quasi una figura del cinema muto.

“Easy – Un viaggio facile facile” opera prima del regista Andrea Magnani è un altra di quelle piccole meraviglie che ogni tanto il nostro cinema sa regalarci. Dopo essere stato distribuito nelle nostre sale a fine agosto dalla Tucker Film, il film è ora disponibile sui principali siti di streaming e dal 5 dicembre anche in dvd.

A proposito di interessanti esordi italiani va ricordato che recentemente anche il giovanissimo regista romano Ludovico Di Martino si era cimentato, seppure con toni ed ambientazioni profondamente differenti, col genere “on the road con bara” ne “Il nostro ultimo”, film a basso budget che racconta il viaggio di due fratelli che caricano la bara con il corpo della madre sul portabagagli della loro auto di colore giallo (che rievoca il pulmino di “Little Miss Sunshine”, anch’esso rigorosamente con cadavere a bordo) e dalla periferia di Roma partono alla volta della Sicilia per esaudire il suo desiderio di essere portata al mare.