“Il posto” di Ermanno Olmi. Un visionario ritratto del lavoro in Italia nel periodo del boom economico

Il dopoguerra è stato il periodo forse di maggiori cambiamenti sociali, territoriali, economici che l’Italia abbia mai vissuto: un cambiamento veloce, importante vissuto nell’euforia della ricostruzione postbellica a volte in modo piuttosto acritico, e forse proprio questa mancanza di pensiero critico nella classe politica di allora ha portato ad alcuni errori con cui ci confrontiamo ancora oggi.

il posto

In quegli anni però dalla parte intellettuale non sono mancate voci critiche, o anche semplici osservatori attenti che con il loro lavoro hanno delineato un ritratto illuminate del periodo storico. Tra questi si può annoverare Ermanno Olmi: non una critica, né una contestazione, semplicemente un ritratto preciso che permetta allo spettatore di trarre le sue riflessioni.

Nel film “Il posto” del 1961 Olmi, tramite la storia di Domenico (Sandro Panseri) che riesce a diventare impiegato presso una grande azienda, narra il modo del lavoro impiegatizio di quegli anni. Tema che verrà preso con maggiore insonnia da Paolo Villaggio con il suo personaggio Fantozzi.

Mi raccomando che se riesci ad andar dentro lì c’hai un posto sicuro per tutta la vita questa frase, detta dalla madre al figlio che sta per andare a fare il concorso per essere assunto in un’azienda già all’inizio del film mostra un’idea tipicamente italiana del lavoro: il posto fisso, magari pagato poco ma fisso (questo scotto del basso stipendio sarà ripreso più avanti nel film). Così il film inizia con la visione del concorso, la visita, gli esami, lo stupore di un anziano per strada che, vedendo questo gruppo di giovani dirigersi verso la sede degli esami, si stupisce del fatto che serva un esame per andare a lavorare. Proprio durante le prove Domenico incontra Antonietta (Loredana Detto), anche lei aspirante impiegata, e tra i due nasce un’impacciata, delicata storia d’amore fatta di piccoli gesti, sguardi (delicatissima la scena del caffè).

Durante i due giorni di prove si incontrano, mangiano insieme alla latteria, si raccontano. Interessante il breve spaccato sulla condizione della donna in quegli anni: Antonietta parlando dei suoi studi affermaHo fatto le medie, sai volevo studiare lingue, ma poi mi sono stufata, sai com’è tanto una donna prima o poi si sposa e buona notte”.
L’incontro tra i due avviene nelle pause tra le varie prove di concorso mentre alla ricerca del pranzo girano per una Milano in pena ricostruzione, alcune scene sui ponteggi del cantiere della metropolitana in piazza San Babila a testimonianza dei grandi cambiamenti del paese.

Una volta assunti purtroppo i due vengono separati essendo Domenico mandato in una sede distaccata. Qui si apre il ritratto del mondo impiegatizio, il contrasto con la delicatezza della storia d’amore mancata con lo squallore di questo mondo è forte: il ragazzo non è necessario in azienda, viene quindi affiancato a un fattorino cinico ma in pratica per i primi giorni non fa nulla, anzi lo stesso fattorino lo scoraggia dal lavorare. Si apre poi il panorama sulle piccole ripicche tra impiegati, sul loro fare poco o nulla… Paolo Villaggio ha poi ripreso e ampliato il tema con ironia, ma qui Olmi osserva la situazione con tristezza, il posto fisso, in cambio della “sicurezza”, chiede la perdita dell’iniziativa individuale, l’adeguarsi alle regole imposte dal sistema che rendono però l’impiegato anonimo e solo senza possibilità di crescita.

Il posto

Un ritratto molto duro quasi senza speranza. Emblematica è la morte di un impiegato che scriveva un libro, l’uomo ha avuto il posto per tutta la vita, ma la sua fantasia e creatività rappresentate simbolicamente nel manoscritto, sono destinate a finire dimenticate su uno scaffale. Così anche Domenico, potendo sostituire l’impiegato deceduto entra definitivamente nel sistema perdendo così Antonietta essendo gli orari e i luoghi di lavoro imposti incompatibili con la loro relazione.
Il film è una lucida analisi del mondo del lavoro sopratutto ora che il posto fisso sembra ormai mostrare tutta la sua inadeguatezza e difficile sostenibilità di fronte alle incertezze che il nuovo sistema economico globale ci ha presentato ormai da anni.

È stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia ottenendo il premio della critica, nel 1962 ha ottenuto il David di Donatello come miglior regista.

Il film è reperibile in dvd, oppure in Streaming su TIM Vision o su Raiplay

 

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