La ruota delle meraviglie. Una Coney Island decadente come sfondo di una quotidiana tragedia umana

Woody Allen è noto per le sue commedie, per le sue analisi dei comportamenti umani con tutte le loro fobie, paranoie che ci vengono presentate in modo ironico e tagliente.
A volte però nei suoi film diventa predominante un certo pessimismo verso l’umanità, o semplicemente verso il modo di svolgersi degli eventi: Crimini e Misfatti o Matchpoint sono esempi dei film in cui il regista ci presenta una visione disperata, senza giustizia dei fenomeni legati alle scelte e ai comportamenti umani.

Salvarsi dal cinepanettone

La ruota delle meraviglie (Wonder Wheel) si colloca nello stesso filone. E’ la storia di Ginny (Kate Winslet) ex attrice ora cameriera in un bar di Coney Island che vive, insoddisfatta, una relazione di comodo con un secondo marito ubriacone e violento Humpty (Jim Belushi); sono due anime disperate che si sostengono l’uno con l’altra contro le avversità che il mondo presenta loro.
Lei, in preda ai sensi di colpa per aver causato il fallimento del suo precedente matrimonio, deve gestire il figlio dalla precedente relazione che vive con lei e sfoga il suo disagio appiccando fuochi; inoltre cerca di controllare l’alcolismo di Humpty. Durante questa lotta è accompagnata dal rimpianto per il suo passato da attrice e, forse alla ricerca di un riscatto, intesse una relazione con Mickey (Justin Timberlake) giovane bagnino e aspirante scrittore che funge da voce narrante la storia.
Dall’altra parte Humpty, giostraio, ha bisogno di Ginny per poter andare avanti e non sprofondare nell’alcool, conscio del suo aspetto violento cerca in tutti i modi di fuggirne.

Questa situazione già instabile viene ulteriormente turbata dall’arrivo di Carolina (Juno Temple) figlia di Humpty. La ragazza anni prima ha litigato con il padre per fuggire e sposarsi con un gangster mafioso, ma ora messa alle strette dalla polizia ha dovuto rivelare informazioni sul marito e si rifugia dal padre, sperando di sfuggire agli scagnozzi del marito. Da qui le storie si intrecciano tra loro: nasce una relazione anche tra Mikey e Carolina scatenando la gelosia disperata di Ginny che condurrà al tragico evento finale.

La disperazione e il senso di fallimento di Ginny, magistralmente interpretata da Kate Winslet (che in certi momenti sembra ricordare Anna Magnani per l’intensità della recitazione) ci accompagna per tutto il film in un’angosciosa, inutile ricerca di riscatto prima, poi della semplice sopravvivenza alla disperazione.

La ruota delle Meraviglie

Kate Winslet e Juno Temple

L’ambientazione scelta è il quartiere di Coney Island: si tratta di una penisola a sud est di New York che si è sviluppata come luogo di vacanze il che l’ha portata a ospitare numerosi tipi di parchi dei divertimenti e attrazioni fin dall’inizio del 1900 (il termine Luna park che usiamo oggi deriva proprio dal nome di uno dei parchi di divertimento di Coney Island). All’inizio del secolo è stato un centro delle più ardite sperimentazioni dei sistemi di intrattenimento e non solo fino a una progressiva crisi dopo la grande depressione del 1929, che l’ha ridotta a un luogo di soli ricordi, con pochi strutture residue del suo glorioso passato. Nel film sembra di rivedere la descrizione del quartiere fatta da Rem Koolhaas in “Delirious New York”, così Woody Allen porta sullo schermo uno dei luoghi più eccentrici e originali di New York, quartiere di svago e divertimento ma anche di crisi e decadenza sfondo perfetto per la storia narrata e i suoi contrasti. Le giostre e le attrazioni di Coney Island inoltre permettono al regista di utilizzare giochi di luce mutevoli durante tutto il film: i personaggi, ritratti con primissimi piani, sono illuminati con diversi colori (dovuti appunto alle luci delle giostre), colori che spesso si collegano allo stato d’animo della scena; l’aspetto colorato va così a contrastare con la drammaticità della trama.

La Ruota delle Meraviglie

Juno Temple

Woody Allen questa volta più che condannare gli errori degli esseri umani (già visti e trattati in Crimini e Misfatti) analizza maggiormente il fato avverso che sembra quasi costringere i protagonisti alla disperazione che li porterà a scelte scellerate. Una disperazione quasi inevitabile come se la fortuna fosse in certe situazioni incontrollabilmente avversa.
Elemento debole rimane forse il racconto in prima persona di Mikey il cui personaggio, risulta a volte un po’ stucchevole e forse con un egocentrismo un po’ eccessivo.

/// il trailer ///