Le Ricamatrici di Éléonore Faucher. Una delicata storia di donne dai colori raffinati.

Chi si avvicina al film della regista Éléonore Faucher senza conoscerlo, magari vedendo un fotogramma o il video di presentazione, probabilmente rimarrà incantato dai colori: per quasi tutto il film l’ottima fotografia di Pierre Cottereau mostra maestria nell’utilizzare, accostare, gestire i colori, siano essi del paesaggio, dei vestiti, degli ambienti, creando un film quasi senza tempo (riusciamo a localizzare temporalmente la storia nella nostra contemporaneità solo per qualche particolare della scenografia).

le ricamatrici

L’antefatto ci viene subito presentato tramite la lettura di una lettera della protagonista Claire (Lola Naymark) alla sua amica Lucile: Claire una ragazza di 17 anni narra all’amica la scoperta di essere incinta e la decisione di tenere il bambino partorendo però in anonimato. Vive da sola nel piccolo piccolo paese natale, perché ha lasciato la casa dei genitori a causa delle continue liti tra i due e sopratutto perché sa di non potersi aspettare nulla da loro né aiuto né affetto, così si mantiene lavorando in un supermercato anche se la sua passione è il ricamo.

La solitudine della ragazza è onnipresente nella prima parte del film (l’amica Lucile è infatti lontano, a Lione): i genitori, le colleghe del supermercato, il padre del bambino, la ginecologa sono persone che le vivono accanto ma che non le danno nulla in termini di amicizia, affetto o amore lasciandola così sola con il suo problema che deciderà quindi di tener nascosto; per questo, essendo il paese piccolo, lascia il lavoro del supermercato trovando una collaborazione con una sarta armena, Madame Mélikian (Ariane Ascaride), che ha di recente perso il giovane figlio in un incidente di moto in cui è coinvolto (ma sopravvissuto) anche il fratello dell’amica Lucile.


Claire (al di là del lavoro) non si aspetta nulla nemmeno dalla Sarta per cui all’inizio i rapporti sono esclusivamente professionali e relativamente freddi (la ragazza continua a nascondere la gravidanza).
Il tentativo di suicidio di Madame Mélikian è l’evento cardine del racconto: smuove Claire dalla sua chiusura in se stessa, inizia così il lento avvicinarsi tra le due donne. La nascita dell’amicizia è osservata con delicatezza per il resto del film, un’amicizia che sembra nascere punto per punto come i bellissimi ricami a cui le due donne lavorano.

Altre storie si affiancano e si intrecciano fino all’evoluzone finale. Il tutto raccontato con una fotografia che, coerentemente con il tema del ricamo e della creazione sartoriale, pone estrema attenzione ai colori, ai loro abbinamenti siano essi quelli dei vestiti, sei paesaggi o degli arredi; stessa attenzione è posta ai particolari siano essi delle macchine per cucire o dei disegni e materiali dei ricami.

L’incontro tra le due solitudini e il suo graduale dispiegarsi nell’avvicinamento delle due donne è condotto con maestria, poche parole, molti gesti e sguardi in una rappresentazione pacata e tranquilla.

Il film è visibile su MUBI fino al 3 gennaio 2018.

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