Roma Film Fest 13. Un americano a Roma, anzi tanti.

Si terrà dal 18 al 28 ottobre la tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, un’edizione caratterizzata dal ritorno delle star sul tappeto rosso, ma anche dalla multiculturalità, con ben 31 paesi rappresentati, e da un considerevole numero di anteprime mondiali ed internazionali.

 

Roma Film Fest 13

Martin Scorsese

Inutile negarlo, l’attesa per la Festa del Cinema di Roma non è mai spasmodica, ma a guardare bene il programma motivi di interesse possono essercene davvero molti. Gli “Incontri ravvicinati” sono diventati, sotto la direzione di Antonio Monda, il vero fiore all’occhiello della manifestazione ed anche quest’anno il parterre di ospiti è di livello altissimo. Martin Scorsese sarà l’indiscusso protagonista della Festa, grazie anche ad una retrospettiva da lui ideata che avrà la sua punta di diamante nella presentazione della copia restaurata di “San Michele aveva un gallo” dei fratelli Taviani. E sarà proprio Paolo Taviani, nel ricordo del fratello Vittorio, a consegnare il Premio alla carriera a Martin Scorsese in una sorta di omaggio reciproco tra grandi maestri della settima arte. L’altro premio alla carriera sarà invece consegnato da Toni Servillo a Isabelle Huppert. Tra gli altri incontri ravvicinati vanno sottolineati quelli con Cate Blanchett, Sigourney Weaver, Shirin Neshat, Michael Moore e Thierry Fremaux, il direttore del Festival di Cannes, con cui si dibatterà del caso Netflix. Il cinema italiano sarà invece protagonista grazie alle sorelle Rohrwacher, a Giuseppe Tornatore ed a Mario Martone che, in occasione della proiezione de “L’amore molesto”, parlerà del fenomeno Elena Ferrante.

Isabelle Huppert

Il cartellone delle proiezioni si presenta, come al solito, molto variegato con la coesistenza di opere molto attese ed altre di autori totalmente sconosciuti. Per quanto si voglia evitare ogni accostamento alla Mostra di Arte Cinematografica di Venezia sembra evidente che le scelte di Monda vogliano andare in direzione opposta rispetto a quelle di Barbera. E forse anche per questo il direttore della Festa del Cinema di Roma ha voluto sottolineare in conferenza stampa la consistente partecipazione di registe donne (12) e la presenza in cartellone del nuovo film di Edoardo De Angelis, “Il vizio della speranza”, da molti considerato il grande escluso di Venezia 75.

Il Vizio della Speranza

Anche Roma ha voluto però privilegiare un genere e la scelta di Monda è caduta sul noir. Ad aprire la manifestazione ci sarà “Bad times at the El Royale” accompagnato sul red carpet da Dakota Johnson. Il film mette insieme in un misterioso hotel tra la California ed il Nevada sette estranei le cui vite nascondono più di un segreto.

I film più attesi sulla carta sembrano essere “Beautiful boy” di Felix Van Groeningen (già autore di “Alabama Monroe”), che vede Steve Carrel e Timothèe Chalamet affrontare un profondo dramma familiare legato alla dipendenza da droghe, e “If beale street could talk – Se la strada potesse parlare” di Barry Jenkins, che due anni fa aveva inaugurato Roma con “Moonlight”, proiettandosi verso la conquista dell’Oscar. Il film di Jenkins è il racconto di una storia d’amore e di una maternità vissute ai margini della piccola criminalità nella Harlem degli anni ’70.

Beatiful Boy

Tra le opere più attese c’è sicuramente anche il ritorno alla regia di Paolo Virzì che chiuderà la manifestazione presentando “Notti magiche”, opera che mescola commedia e noir sullo sfondo delle notti romane durante i mondiali di calcio del 1990. Il film prende le mosse dal ritrovamento del cadavere di un noto produttore cinematografico e dai sospetti che ricadono su tre giovani sceneggiatori.

Notti Magiche

La rappresentanza del cinema americano è decisamente numerosa ma anche ben qualificata. Eli Roth abbandona il genere horror che ne ha sempre contraddistinto la produzione per virare verso le atmosfere del fantasy con il suo “The house with a clock in its wall – Il mistero della casa nel tempo” che vede protagonisti Jack Black e Cate Blanchett. David Gordon Green, che lo scorso anno a Roma aveva presentato “Stronger”, riprende la celebre saga di “Hallowen” con Jamie Lee Curtis che continua ad indossare i panni di Laurie Strode. Peter Farelly scinde lo storico binomio con il fratello Bobby e firma “Green Book” (con Viggo Mortensen) racconto di un’amicizia nata tra un ex buttafuori ed un giovane pianista afro-americano durante un tour che negli anni ’60 li vide attraversare le regioni americane in cui più forti erano i sentimenti di odio razziale. Michael Moore inverte le cifre e sigla “Fahrenheit 11/9”: non più l’undici settembre, ma il 9 novembre, un giorno che comunque ha segnato drammaticamente la vita del paese, con l’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti. “The old man and the gun” pare debba essere l’ultima interpretazione di un colosso della recitazione americana, Robert Redford, che ha annunciato il suo addio alle scene proprio al termine delle riprese del film di David Lawrey che lo vede protagonista al fianco di quel Casey Affleck, che due anni fa cominciò proprio da Roma la sua corsa verso l’Oscar per l’interpretazione in “Manchester by the sea”.

The House With A Clock In Its Wall

Tra i grandi autori va segnalata la presenza in cartellone del danese Thomas Vinterberg, che si avvale di un cast di tutto rispetto con Matthias Schoenaerts, Lea Seydoux, Colin Firth e Max Von Sidow per raccontare la storia di sopravvivenza di ventitrè marinai intrappolati all’interno del sottomarino russo “Kursk” dopo l’affondamento nel mare di Barents, del coreano Chan Wook Park che presenta i primi due episodi della serie “The little drummer girl”, tratta dal romanzo di John Le Carrè “La tamburina” e del neozelandese Peter Jackson che propone “They shall not grow old”, documentario realizzato in occasione del centenario della fine della prima guerra mondiale utilizzando esclusivamente materiali di repertorio originali.

Tra le altre opere proposte suscitano interesse e curiosità i ritratti di “Jan Palach” firmato dal ceco Robert Sedlacek e quello di “Stanlio ed Ollio” del britannico Jon S.Baird con Steve Coogan e John C. Reilly, oltre al film di animazione “Funan” che racconta la follia dei Khmer Rossi nella Cambogia del 1975, opera cui prestano le voci (nella versione originale) Berenice Bejo e Louise Garrel. Nel programma c’è anche un nuovo capitolo della saga Millennium “Quello che non uccide”, in cui Claire Foy (star della serie televisiva “The crown”) fa il suo debutto nel ruolo di Lisbeth Salander

Stanlio ed Ollio

Un discorso a parte merita la sezione “Tutti ne parlano” che propone film già diventati di culto dopo la partecipazione ad altri festival internazionali. Tra esse spiccano l’opera chilometrica (234 minuti) del giovane cineasta cinese Hu Bo, morto suicida poco dopo il termine delle riprese, “An elephant sitting still”, in cui si intrecciano diverse vite all’interno di una cittadina del nord della Cina, e “Boy erased” di Joel Edgerton e “The miseducation of Cameron Post” di Desiree Akhavan che affrontano entrambi il tema dell’omosessualità e della presunta rieducazione a cui le comunità in cui vivono pretendono di sottoporre i giovani protagonisti.

The Miseducation of Cameron Post

Sul fronte del cinema italiano è da segnalare anche l’evento speciale previsto per la presentazione de “Il flauto magico di Piazza Vittorio” , una rivisitazione dell’opera di Mozart in cui Gianfranco Cabiddu (“La stoffa dei sogni”) e Mario Tronco realizzano, anche in chiave cinematografica, quella sintesi di molte e differenti culture che da sempre è nello spirito di questa meravigliosa orchestra. Tra i documentari suscita molta commozione vedere in cartellone “Flavioh – Tributo a Flavio Bucci”, opera firmata da Riccardo Zinna, stimato attore napoletano venuto a mancare poche settimane fa.

Un’approfondita analisi meriterebbe anche il programma di Alice nella città”, in cui è inserito anche “Fiore gemello” di Laura Luchetti reduce dal Festival di Toronto dove ha conquistato una menzione speciale Fipresci. Il film racconta la fuga d’amore di due adolescenti che provano a mettersi alle spalle i rispettivi drammatici passati.

Fiore Gemello