Saremo giovani e bellissimi: l’esordio di Letizia Lamartire nel segno di una madre

Precedentemente visto al recente Festival del Cinema di Venezia, è ora nelle sale Saremo giovani e bellissimi, interessante esordio alla regia nel lungometraggio per Letizia Lamartire.

 

saremo giovani e bellissimi

Il film, ambientato in un freddo autunno nelle città della Pianura Padana (Comacchio e Ferrara), è la storia del rapporto tra Isabella, ex popstar di successo ora insegnante di pianoforte, bella e infelice, donna incasinata come poche (interpretata da Barbora Bobulova), e suo figlio Bruno, anche lui musicista (Alessandro Piavani), che vive con la madre dopo essere stato abbandonato alla nascita dal padre, che era stato il produttore del disco simbolo del successo di Isabella, vent’anni prima.

Perché il riferimento al clima, e all’ambientazione? Perché questo elemento narrativo del film è una delle scelte felici della regista. Fa freddo, nelle notti dell’autunno raccontato nel film, fa freddo fuori dai locali e per le strade nelle mattine di nebbia. Dunque il calore umano degli abbracci, delle strette (e anche dei litigi che fanno il rapporto tra Isabella e il figlio), domina la scena, e viene ad essere un qualcosa con il quale è possibile identificarsi. Due anime sole, con il figlio costretto suo malgrado quasi ad occuparsi della madre, ricordandole di pagare le bollette, e anche a fare da tramite per Isabella nel rapporto, dolorosamente assente, con la madre di lei. L’autunno è in fondo anche la stagione della vita verso la quale Isabella volge, una donna che si troverà nella posizione di decidere un percorso di scelta e accettazione di un suo nuovo posto nel mondo.

saremo giovani e bellissimi

Sarà, per Isabella, l’arrivo di Umberto (Massimiliano Gallo), ingegnere divorziato, e la relazione allacciata con lui, a mettere in discussione la propria infelicità. Per Bruno sarà l’incontro con Arianna (Federica Sabatini), chitarrista di una band rock che suona in città, a spingerlo verso nuove direzioni, a tuffarsi nella vita e nelle sue possibilità, lasciando la provincia, e la madre.

Al netto di qualche veniale peccato stilistico, di cui non vi era necessità (come l’utilizzo del rallenty in una sequenza notturna che stona un poco con l’essenzialità del resto della regia del film), Letizia Lamartire ha girato un dramma piacevole e asciutto sulla maternità, e sul rapporto con la madre. Una riflessione sulla necessità dell’invecchiare, per amare più profondamente la giovinezza. Isabella, riponendo il suo ego di artista primadonna, lascia che il figlio la lasci artisticamente e trovi la sua strada, per così ritrovare la sua strada, come donna. Un film da vedere, tra canzoni dream pop e nuovo rock, nostalgia e incoscienza, che si allungano nelle notti e nei giorni della provincia italiana.

/// il trailer ///