Cinema e lavoro. 21 film per riflettere sul primo Maggio

Il lavoro è da sempre uno dei temi più cari al cinema. A chi di voi, pensando a questo binomio, non verrebbe in mente Charlie Chaplin in Tempi Moderni trascinato da degli enormi ingranaggi?
Abbiamo scelto 21 tra film e cortometraggi per riflettere sul mondo del lavoro, sulle sue contraddizioni e i suoi cambiamenti nel corso del ‘900. Buon Primo Maggio di cinema e lavoro.

cinema e lavoro

 

WE WANT SEX

di Nigel Cole, 2010

Dagenham, 1968. La fabbrica della Ford è il cuore industriale dell’Essex (Inghilterra) e dà lavoro a 55mila operai. Mentre gli uomini lavorano alle automobili nel nuovo dipartimento, 187 donne cuciono i sedili in pelle nell’ala della fabbrica costruita nel 1920, che cade a pezzi corrosa dalla pioggia. Lavorando in condizioni insostenibili, le operaie finiscono per perdere la pazienza quando vengono classificate come “operaie non qualificate”. Con ironia, buon senso e coraggio riescono a farsi ascoltare dai sindacati, dalla comunità locale e dal governo. Rita O’Grady, loquace e battagliera leader del gruppo, diventerà un vero e proprio ostacolo, duro e insuperabile, per il management maschile e troverà sostegno nella deputata Barbara Castle che le consentirà di sfidare anche il Parlamento. Insieme alle colleghe Sandra, Eileen, Brenda, Monica e Connie, Rita guiderà lo sciopero delle 187 operaie addette alle macchine per cucire, ponendo le basi per la legge sulla parità di diritti e di salario tra uomo e donna.

I LUNEDI AL SOLE

di León de Aranoa, 2002

In una città della costa del nord della Spagna, che da molto tempo ha girato le spalle all’agricoltura circondandosi di industrie, un gruppo di uomini affronta ogni giorno, anche con disincantata ironia, il dramma della disoccupazione che coinvolge le loro vite e le loro famiglie.

RIFF RAFF

di Ken Loach, 1991

Stevie arriva a Londra da Glasgow dopo un “intermezzo” passato in galera. A Londra trova lavoro in un cantiere. Trova un po’ di solidarietà, un alloggio abusivo in cui vivere e anche una mezza fidanzata, aspirante cantante e tossicodipendente. Poi, il giorno in cui un suo compagno cade dall’impalcatura per colpa delle insufficienti misure di sicurezza, trova anche il coraggio di dare fuoco al cantiere.

DUE GIORNI, UNA NOTTE

di Jean-Pierre e Luc Dardenne, 2014

Sandra ha un solo fine settimana a farle visita i suoi colleghi e – con l’aiuto del marito – convincerli a sacrificare i loro bonus in modo che possa mantenere il suo posto di lavoro.

LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO

di Elio Petri, 1971

Ludovico Massa, detto Lulù, operaio in una fabbrica metalmeccanica, è una sorta di campione del cottimo: nessuno dei compagni riesce a eguagliare il suo ritmo produttivo. Benvoluto dal padrone, che adegua al suo rendimento quello degli altri operai, non è troppo ben visto dai compagni di lavoro. D’altra parte, nemmeno Lulù è contento di se stesso: produce, consuma in quanto ha la macchina, il televisore, la casa piena di oggetti inutili, ma si ammazza di fatica, tanto da non aver più nemmeno la forza di avere rapporti con la donna con cui vive. Tuttavia, malgrado le visite sconfortanti che fa a un ex compagno finito dalla fabbrica in manicomio, Lulù continua a tenere i suoi ritmi massacranti di lavoro finché un giorno ci rimette un dito.

FULL MONTY

di Peter Cattaneo, 1997

A Sheffield, maggior centro siderurgico britannico, sono finiti i bei tempi degli anni ’60. Acciaierie e fabbriche hanno chiuso i battenti, il lavoro si è automatizzato e molti operai sono stati licenziati. Tra questi c’è Gaz, separato dalla moglie alla quale è stato affidato anche il figlio adolescente che però, nonostante tutto, è disposto a dare ancora fiducia al padre. Intorno a Gaz si muove un gruppo di amici, tutti disoccupati ed in cerca di una soluzione. C’è anche Gerald, che era un dirigente, e che ancora non ha trovato il coraggio di dare la notizia alla moglie. Alla ricerca di un occasione, Gaz lancia l’idea di allestire un numero di striptease per raggranellare qualche soldo.

IN GUERRA

di Stéphane Brizé, 2018


La fabbrica Perrin, un’azienda specializzata in apparecchiature automobilistiche dove lavorano 1100 dipendenti che fa parte della tedesca Schäfer, firma un accordo nel quale viene chiesto ai dirigenti e ai lavoratori uno sforzo salariale per salvare l’azienda. Il sacrificio prevede, in cambio, la garanzia dell’occupazione per almeno i successivi 5 anni. Due anni dopo l’azienda annuncia di voler chiudere i battenti. Ma i lavoratori si organizzano, guidati dal portavoce Eric Laurent, per difendere il proprio lavoro.

PRIDE

di Matthew Warchus, 2014

Nell’estate del 1984 Margaret Thatcher è al potere e l’Unione nazionale dei minatori (NUM) è in sciopero. Al Gay Pride di Londra, un gruppo di attivisti gay e lesbiche decide di raccogliere fondi per sostenere le famiglie dei minatori in sciopero. Ma c’è un problema. L’Unione sembra imbarazzata a ricevere il loro sostegno. Ma gli attivisti non si scoraggiano. Decidono di ignorare l’Unione e andare direttamente dai minatori. Identificano un villaggio di minatori nel più profondo Galles e partono con un mini bus per fare la donazione personalmente. E così comincia la straordinaria storia di due comunità apparentemente aliene che formano una partnership sorprendente e infine trionfante.

SMETTO QUANDO VOGLIO

di Sindey Sibilia, 2014

Pietro Zinni ha trentasette anni, fa il ricercatore ed è un genio. Ma questo non è sufficiente. Arrivano i tagli all’università e viene licenziato. Cosa può fare per sopravvivere un nerd che nella vita ha sempre e solo studiato? L’idea è drammaticamente semplice: mettere insieme una banda criminale come non se ne sono mai viste. Recluta i migliori tra i suoi ex colleghi, che nonostante le competenze vivono ormai tutti ai margini della società, facendo chi il benzinaio, chi il lavapiatti, chi il giocatore di poker. Macroeconomia, Neurobiologia, Antropologia, Lettere Classiche e Archeologia si riveleranno perfette per scalare la piramide malavitosa. Il successo è immediato e deflagrante, arrivano finalmente i soldi, il potere, le donne e il successo. Il problema sarà gestirli…

MI PIACE LAVORARE, MOBBING

di Francesca Comencini, 2003

Anna, segretaria di terzo livello, madre single, vive un calvario nella sua azienda. Lentamente, ma inesorabilmente, il gruppo dei colleghi si scatena contro di lei. Le vessazioni iniziano, piccole, invisibili, ma ripetute. Anna viene lasciata sola al tavolo della mensa aziendale, nessuno la invita più a prendere il caffè la mattina, il suo posto di lavoro viene occupato.

LA MANO INVISIBILE

di David Macián, 2017

Un gruppo di lavoratori dalle diverse competenze – un muratore, un macellaio, un magazziniere, una telefonista, un informatico, un meccanico – viene convocato e selezionato da una misteriosa azienda per partecipare a un esperimento di natura sociologica: un reality tv girato all’interno di un capannone, nel quale ciascuno di loro dovrà semplicemente svolgere il proprio lavoro. Il tutto di fronte a un pubblico di spettatori che potrà intervenire commentando, fischiando e applaudendo i “preferiti”. Il progetto, partito sull’onda dell’entusiasmo dei partecipanti, presto comincia a mostrare un lato oscuro: per chi stanno lavorando davvero i “concorrenti”?

RISORSE UMANE

di Laurent Cantet, 1999

Scoperto che l’anziano padre, operaio, è in via di licenziamento, giovane stagista con ambizioni di dirigente presso la medesima fabbrica, innesca la reazione operaia. Ma il padre, che sogna di vedere il figlio tra i padroni, si rifiuta di partecipare agli scioperi.

FRONTE DEL PORTO

di Elia Kazan, 1954

Da un racconto di Budd Schulberg e articoli di Malcolm Johnson. Terry Malloy, scaricatore di porto ed ex pugile, ha per fratello il pezzo grosso di una gang che controlla il sindacato dei portuali di New York. Una faticosa crisi di coscienza lo spinge a testimoniare contro la sua corruzione criminale. Film nero girato per intero a New York, quasi sempre in esterni con forti implicazioni sociali, sottintesi etici, risvolti politici e accensioni melodrammatiche, è il trionfo dell’ambiguità di E. Kazan che, come il suo sceneggiatore Budd Schulberg, aveva molti conti da regolare con i comunisti e li regola, imbrogliando le carte. E anche il trionfo di uno stile di recitazione, quello del Metodo, cioè dell’Actors’ Studio. M. Brando memorabile come il bianconero di Boris Kaufman. 7 premi Oscar e un Leone d’argento a Venezia.

IL RESPONSABILE DELLE RISORSE UMANE

di Eran Riklis, 2010

Dal romanzo di Abraham B. Yehoshua. Un attentato nel cuore di Gerusalemme. Tra le vittime una donna senza documenti. Il cadavere resta all’obitorio per una settimana. Chi era Yulia? Cosa era venuta a cercare a Gerusalemme? L’azienda per la quale lavorava, che non si è accorta della sua assenza, viene accusata di «crudele mancanza di umanità» dalla stampa locale. Tocca al responsabile delle risorse umane rimediare al danno d’immagine. Ma la sua missione si trasforma in qualcosa di molto più importante: saper ritrovare dentro di sé le risorse umane più profonde per vincere la durezza del proprio cuore e ricominciare a vivere.

SETTE MINUTI

di Michele Placido, 2016

L’incertezza del futuro appesa a sette minuti. Un caleidoscopio di vite diversissime e pulsanti, vite di donne, madri, figlie. Undici caratteri, per una riflessione sulla possibilità concreta di opporre resistenza e di reagire all’incertezza del futuro, tra caos, logica e giustizia.

LA GIORNATA

di Pippo Mezzapesa, 2017

Paola Clemente, bracciante pugliese di quarantanove anni, muore di fatica sotto il sole del 13 luglio del 2015. Fatti e parole dell’inchiesta ai caporali che la sfruttavano sostanziano la ricostruzione delle sue ultime ore di vita. Un racconto affidato a voci di donna in viaggio sul pullman che le porta al lavoro nei campi del Sud.

CON IL FIATO SOSPESO

di Costanza Quatriglio, 2013

Stella studia Farmacia all’università. Quando è l’ora della tesi viene inserita in un gruppo di ricerca, ma si rende conto che il laboratorio dove lavora non è salubre. Pur rendendosi conto del problema ed essendo spinta da un’amica ad abbandonare il progetto, la ragazza continua ad inseguire il proprio sogno, sprezzante dei rischi per la sua stessa salute.

GRAZIE SIGNORA THATCHER

di Mark Herman, 1996

Nel 1989, in una cittadina mineraria dello Yorkshire centinaia di minatori rimangono senza lavoro per la chiusura della miniera di carbone. C’è una rinomata banda di ottoni di cui fanno parte minatori anziani e giovani, ma come si può fare musica sulla soglia della disoccupazione? Nonostante tutto, la banda di Grimley va in finale e all’Albert Hall di Londra vince il primo premio. Commedia proletaria di forti connotati sociali, scritta dal regista (cresciuto nello Yorkshire) con un’abilità che rasenta la ruffianeria, e ci cade spesso nella 2a parte, ma anche con l’energia convinta e contagiosa di chi sta facendo la cosa giusta.

CACCIATORE DI TESTE

di Constantin Costa-Gavras, 2005

Bruno Davert è un dirigente della cartiera dove lavora da quindici anni. Benché sia un lavoratore serio e coscienzioso, un giorno viene licenziato insieme a un centinaio di colleghi a causa di una ridistribuzione economica. Convinto di essere ancora giovane e di avere competenze soddisfacenti, pensa di poter trovare in breve tempo un altro lavoro simile a quello perduto. Tre anni dopo, essendo ancora disoccupato, Bruno è angosciato perché non trova il modo di continuare a garantire un livello di vita soddisfacente per la sua famiglia.

IL GRANDE CAPO

di Lars Von Trier, 2006

Il proprietario di un’azienda di informatica vuole vendere. C’è solo un problema: quando ha creto l’azienda ha inventato un finto capo dietro il quale nascondersi quando doveva prendere decisioni impopolari. I futuri compratori insistono per voler negoziare con il capo in persona, non gli resta che assumere un attore fallito per interpretare il grande capo.

I COMPAGNI

di Mario Monicelli, 1963

In una industria tessile torinese, sul finire del secolo scorso un gruppo di operai, prendendo lo spunto da un incidente di lavoro, chiedono la revisione del loro trattamento. Però l’azione fallisce. Riprenderà quando un agitatore sociale, il Professor Sinigallia organizzerà gli operai incitandoli allo sciopero ad oltranza. Nella reazione di crumiraggio sollecitata dai padroni, un operaio perde la vita, mentre il professore, ricercato dalla questura, cerca rifugio da una prostituta. Lo sciopero continua e la resistenza padronale sta per vacillare. Nello scontro con la cavalleria, chiamata per difendere la fabbrica dall’occupazione, cade una seconda vittima. Gli operai ritornano al lavoro sotto il peso della sconfitta, ma con una speranza per l’avvenire.

 

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