David di Donatello 2019. I grandi film dell’anno, ma anche i bocciati e i dimenticati.

La consegna dei premi David di Donatello, che quest’anno si terrà mercoledì 27 marzo, offre la possibilità di tracciare un bilancio di quella che è stata la produzione cinematografica nazionale dell’anno precedente. Bilancio che, questa volta, non può che essere estremamente favorevole ed entusiasmante. Ciò che invece ci consola un po’ meno è che nonostante la tanto sbandierata rivoluzione del corpo dei giurati, i film “più piccoli” hanno continuato ad essere ignorati anche laddove meritavano una buona considerazione.

David 2019

Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino

Il film che ha ottenuto il maggior numero di nomination è Dogman di Matteo Garrone che ha raggiunto quota 15, a seguire troviamo Capri Revolution di Mario Martone con 13, Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino e Loro di Paolo Sorrentino con 12.

Ecco, di seguito, l’elenco di tutte le nomination condite dalle mie personali previsioni e considerazioni relative alle principali categorie.

Miglior film

Un film premiato agli Oscar, tre film provenienti da Cannes (due dei quali anche premiati) ed uno che oltre a poter vantare la calorosa e toccante accoglienza ricevuta a Venezia ha dalla sua anche il merito di essere riuscito a scuotere le coscienze di un intero paese su un grave fatto di cronaca civile. Potevamo chiedere di più? Cinquina extralusso quella di quest’anno, che, in qualche modo, ha anche il sapore del risarcimento dopo un’edizione 2018 davvero molto modesta. Fare pronostici sembra davvero difficile anche se la sensazione è che alla fine il premio possano contenderselo Chiamami col tuo nome e Sulla mia pelle, con Dogman a fare da terzo incomodo

David 2019

Dogman di Matteo Garrone

Miglior regia

  • Mario Martone per Capri-Revolution
  • Luca Guadagnino per Chiamami col tuo nome
  • Matteo Garrone per Dogman
  • Valeria Golino per Euforia
  • Alice Rohrwacher per Lazzaro felice

La cinquina per la regia replica quasi per intero quella per il miglior film con il solo ingresso di Mario Martone al posto di Alessio Cremonini. E dato che ormai i due premi sembrano essere destinati sempre ad opere differenti il mio pronostico è subordinato all’assegnazione del premio nella categoria principale. La miglior regia potrebbe perciò essere ad appannaggio di Matteo Garrone (se il premio per il miglior film dovesse andare a Chiamami col tuo nome) o di Luca Guadagnino (se a trionfare come miglior film dovesse essere Sulla mia pelle). Quello che è già certo è il nome del grande sconfitto: Paolo Sorrentino, la cui doppia esclusione dalle due principali categorie forse sancisce la bocciatura del progetto “Loro”. Una bocciatura che personalmente non mi sento di condividere pur riconoscendo ai film inseriti nella cinquina del miglior film una capacità di arrivare al pubblico ben superiore di quella manifestata dal doppio film di Sorrentino, che per la corsa ai David è stato preso in considerazione come opera unica.

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La Terra dell’Abbastanza di Fabio e Damiano D’Innocenzo

Miglior regista esordiente – Premio Gian Luigi Rondi

Dalla categoria migliore esordio emergono le note più dolenti. Che senso abbia la candidatura di Fabrizio De André – Principe libero, prodotto certamente televisivo e nemmeno particolarmente memorabile, è difficile capirlo. Ma ancora più difficile è capire perchè occupare una casella di questa preziosa cinquina con il film di Cremonini, che tutto è fuorchè un esordiente. Il suo esordio, certamente anche interesante, si chiama Border ed è un film, che pur non avendo avuto mai distribuzione in Italia fu presentato nel 2013 al Roma Film Festival. Ma a prescindere da chi non avrebbe dovuto esserci fa molto rumore l’assenza di quello che già un anno fa, nell’analogo articolo sui David, avevo indicato come un folgorante esordio, Manuel di Dario Albertini. Se fosse stato in cinquina non avrei avuto dubbi a dire che sarebbe stato anche il vincitore, ma in sua assenza il premio è probabile che vada a premiare un film molto osannato a Cannes, La terra dell’abbastanza. Il film dei fratelli D’Innocenzo è opera di buona fattura che affronta temi analoghi a quelli di Manuel ma lo fa ostentando un senso del “già visto” che riporta alla memoria soprattutto Caligari. A me piacerebbe piuttosto vedere premiata la sincerità di Ride, opera di esordio di Valerio Mastandrea, o magari la le atmosfere poetiche e sognanti di Hotel Gagarin.

Per la serie “siamo sicuri che i giurati abbiano visto tutti i film?” mi viene invece in mente che anche due piccole opere come Zen – Sul ghiaccio sottile di Margherita Ferri ed Il cratere di Silvia Luzi e Luca Bellino avrebbero meritato una certa attenzione per aver onorato al meglio lo sforzo del debutto realizzando film coraggiosi e di grande sensibilità.

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Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher

Miglior sceneggiatura originale

  • Matteo Garrone, Massimo Gaudioso e Ugo Chiti – Dogman
  • Francesco Marciano, Valia Santella e Valeria Golino – Euforia
  • Fabio e Damiano D’Innocenzo – La terra dell’Abbastanza
  • Alice Rohrwacher – Lazzaro felice
  • Alessio Cremonini e Lisa Nur Sultan – Sulla mia pelle

Miglior sceneggiatura non originale

  • James Ivory, Luca Guadagnino e Walter Fasano – Chiamami col tuo nome
  • Stephen Amidon, Francesca Archibugi, Francesco Piccolo e Paolo Virzì – Ella & John (The Leisure Seeker)
  • Stefano Mordini e Massimiliano Catoni – Il Testimone Invisibile
  • Oscar Glioti, Valerio Mastandrea, Johnny Palomba e Zerocalcare – La Profezia dell’Armadillo
  • Nicola Guaglianone e Luca Miniero – Sono Tornato

Sul fronte delle sceneggiature sembra possa esserci poca partita per quanto concerne quella non originale con Chiamami col tuo nome, che dopo l’Oscar, dovrebbe tanquillamente portare a casa anche il premio nostrano. Più complesso il discorso riguardante la sceneggiatura originale, categoria in cui si potrebbe ipotizzare, anche nell’ottica di un’equa distribuzione dei premi, il replay del palmares di Cannes che ha visto Alice Rohrwacher portare a casa la relativa Palma. Leggendo le nomination salta all’occhio il nome di Paolo Virzì e fa uno strano effetto notare che proprio nell’anno in cui il regista livornese ha portato al cinema ben due film di lui si parli praticamente poco o niente. Purtroppo tocca ammettere che se l’esperienza americana (Ella & John) aveva lasciato parecchio perplessi, è andata persino peggio con Notti magiche, bislacco tentativo di ricostruire, sotto le mentite spoglie del giallo, le atmosfere del mondo del cinema romano di quasi 30 anni fa.

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Troppa Grazia di Gianni Zanasi

Migliore attrice protagonista

  • Marianna Fontana – Capri-Revolution
  • Pina Turco – Il vizio della Speranza
  • Elena Sofia RicciLoro
  • Alba RohrwacherTroppa grazia
  • Anna Foglietta – Un giorno all’Improvviso

Competizione meno avvincente che tra gli attori protagonisti, ma con alcuni nomi che suscitano particolare interesse, su tutti quello di Marianna Fontana che fa nuovamente centro dopo l’ottima performance di Indivisibili. Il mio personale premio lo assegnerei ad Alba Rohrwacher, che avebbe meritato nomination e premio anche per il bel film di Laura Bispuri, Figlia mia, ma che certamente fa più notizia quando si cimenta in ruoli più leggeri e stravaganti come quello che Gianni Zanasi le ha cucito addosso in Troppa Grazia. Forse però alla fine a spuntarla potrebbe essere Elena Sofia Ricci, che offre una grande prova nei panni di Veronica Lario. Pur nutrendo grande simpatia ed apprezzamento per Anna Foglietta sento di non approvare invece la sua nomination per l’interpretazione di Un giorno all’improvviso di Ciro D’Emilio, che risulta, a mio avviso, giustamente escluso dalla cinquina per il miglior regista esordiente, pur avendo ottenuto discreti consensi a Venezia, dove era in concorso nella sezione Orizzonti.

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Sulla mia pelle di Alessio Cremonini

Migliore attore protagonista

  • Marcello Fonte – Dogman
  • Riccardo Scamarcio – Euforia
  • Luca Marinelli – Fabrizio De André – Principe libero
  • Toni Servillo – Loro
  • Alessandro Borghi – Sulla mia pelle

Marcello Fonte premiato a Cannes, Alessandro Borghi con una prova da Oscar più che da David e Toni Servillo che in questi ruoli è sempre superlativo. Come si fa a decidere? Alla fine dico Borghi, ma con molto rammarico per gli altri due. E dire che pure Riccardo Scamarcio si presenta in cinquina con una interpretazione di alta qualità, certamente una delle migliori della sua carriera. Molto meno comprensibile (e torniamo al discorso di prima) la candidatura di Luca Marinelli per il ruolo di De Andrè, soprattutto in considerazione delle tante eccellenti esclusioni, su tutte quelle di un immenso Sergio Rubini per Il bene mio (film che avrebbe meritato attenzione in diverse categorie) e di un meraviglioso Valerio Mastandrea per Tito e gli alieni (altro film rivelazione colpevolmente igorato). Se la categoria non avesse avuto così tanti illustri pretendenti non mi sarei sorpreso di vedere nominato nemmeno lo splendido Andrea Lattanzi per Manuel o il sorprendente Adriano Tardiolo per Lazzaro Felice.

Vale la pena sottolineare una curiosità riguardo a Servillo e Mastandrea. Il primo si presenta alla serata finale con una doppia nomination, oltre a quella come migliore attore è infatti candidato anche per l’interpretazione della canzone Na gelosia, scritta dal fratello Peppe Servillo per il film Loro. Il secondo, nonostante l’esclusione dalla categoria miglior attore protagonista, porta a casa addirittura tre nomination come miglior interprete non protagonista di Euforia, miglior regista esordiente per Ride e per la migliore sceneggiatura non originale (con Oscar Glioti, Johnny Palomba e Zerocalcare) de La profezia del’armadillo, che qualche anno fa aveva rappresentato il suo primo progetto di regia.

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Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis

Migliore attrice non protagonista

  • Donatella Finocchiaro – Capri-Revolution
  • Marina Confalone – Il vizio della speranza
  • Nicoletta Braschi – Lazzaro felice
  • Kasia Smutniak – Loro
  • Jasmine Trinca – Sulla mia pelle

Tra le non protagoniste potrebbe spuntarla Marina Confalone, anche perchè le interpretazioni femminili, unitamente alla fotografia di Ferran Paredes Rubio (altra grave dimenticanza dei giurati) sono certamente le cose più apprezzabili del film di Edoardo De Angelis, che pur facendo un passo indietro rispetto all’ottimo Indivisibili resta comunque uno degli autori più interessanti del nostro panorama cinematografico. Kasia Smutniak si gioca anche lei però una meritata chance.

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Loro di Paolo Sorrentino

Migliore attore non protagonista

  • Massimo Ghini – A casa tutti bene
  • Edoardo Pesce – Dogman
  • Valerio Mastandrea – Euforia
  • Ennio Fantastichini – Fabrizio De André – Principe libero
  • Fabrizio Bentivoglio – Loro

L’emotività potrebbe farmi dire Ennio Fantastichini, l’antica passione (ma non solo) mi spinge a dire Fabrizio Bentivoglio (formidabile la sua versione di Sandro Bondi), ma come si fa a non premiare la mostruosa (in tutti i sensi) trasformazione ed interpretazione di Edoardo Pesce? Bravissimi anche Massimo Ghini e Valerio Mastandrea che completano un’altra formidabile cinquina.

Miglior produttore

  • Chiamami col tuo nome
  • Dogman
  • La terra dell’abbastanza
  • Lazzaro Felice
  • Sulla mia pelle
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Capri revolution di Mario Martone

Miglior autore della fotografia

  • Michele D’Attanasio – Capri-Revolution
  • Sayombhu Mukdeeprom – Chiamami col tuo nome
  • Nicolai Brüel – Dogman
  • Paolo Carnera – La terra dell’abbastanza
  • Hélène Louvart – Lazzaro felice

Migliore musicista

  • Nicola Piovani –  A casa tutti bene
  • Sascha Ring e Philipp Thimm – Capri-Revolution
  • Michele Braga – Dogman
  • Nicola Tescari – Euforia
  • Lele Marchitelli – Loro
  • Mokadelic – Sulla mia pelle

Migliore canzone originale

  • L’invenzione di un poeta – A casa tutti bene
  • Araceae – Capri-Revolution
  • Mistery of love – Chiamami col tuo nome
  • ‘A speranza – Il vizio della speranza
  • ‘Na gelosia – Loro
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Ride di Valerio Mastandrea

Miglior scenografo

  • Giancarlo Muselli – Capri-Revolution
  • Samuel Deshors – Chiamami col tuo nome
  • Dimitri Capuani – Dogman
  • Emita Frigato – Lazzaro felice
  • Stefania Cella – Loro

Miglior costumista

  • Ursula Patzak – Capri-Revolution
  • Giulia Piersanti – Chiamami col tuo nome
  • Massimo Cantini Parrini – Dogman
  • Loredana Buscemi – Lazzaro felice
  • Carlo Poggioli – Loro

Miglior truccatore

  • Alessandro D’Anna – Capri-Revolution
  • Fernanda Perez – Chiamami col tuo nome
  • Dalia Colli e Lorenzo Tamburini – Dogman
  • Maurizio Silvi – Loro
  • Roberto Pastore – Sulla mia pelle
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Hotel Gagarin di Simone Spada

Miglior acconciatore

  • Gaetano Panico – Capri-Revolution
  • Manolo Garcia – Chiamami col tuo nome
  • Daniela Tartari – Dogman
  • Aldo Signoretti – Loro
  • Massimo Gattabrusi – Moschettieri del re – La penultima missione

Migliore montatore

  • Jacopo Quadri e Natalie Crisitani – Capri-Revolution
  • Walter Fasano – Chiamami col tuo nome
  • Marco Spoletini – Dogman
  • Gigiò Franchini – Euforia
  • Chiara Vullo – Sulla mia pelle

Miglior Suono

  • Capri-Revolution
  • Chiamami col tuo nome
  • Dogman
  • Lazzaro felice
  • Loro
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Fabrizio De André – Principe libero di Luca Facchini

Migliori effetti visivi

  • Capri-Revolution
  • Dogman
  • Il ragazzo invisibile – Seconda generazione
  • La befana vien di notte
  • Loro
  • Michelangelo – Infinito

Miglior documentario

  • Arrivederci Saigon
  • Friedkin Uncut
  • L’arte viva di Julian Schnabel
  • La strada dei Samouni
  • Santiago, Italia
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Santiago, Italia di Nanni Moretti

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