La Redazione di fuoridiCinema

Chiara (sclairlafleur) Stanca di dover cercare sempre la rassegna o la proiezione a cui partecipare ho pensato “Ci vorrebbe un sito che parla di tutto il cinema, delle rassegne, degli eventi singoli.” Così ho creato Fuoridicinema, ho contattato un po’ di ottimi amici e adesso mi ritrovo non solo a cercare film nella mia città ma in tutta Italia. Non sono una critica ma amo il cinema, mi piacciono le sale deserte, odio chi parla in sala, adoro le domeniche sul divano con un plaid e un film. Credo in Woody Allen, negli occhi di Bette Davis e nella visione del mondo di Paul Thomas Anderson. Da grande sposerò Julianne Moore o Amy Adams.

 

marzion craneMarzia (marioncrane) mi nutro di cinema da sempre. Da piccola restavo pomeriggi a guardare e riguardare gli stessi film e quando posso lo faccio anche ora, cambiano ad ogni visione. Ho scelto come avatar Marion Crane perché credo che Psycho sia il film che più di ogni altro mi abbia avvicinato al cinema. Ricordo che noleggiai la videocassetta a 12 anni e rimasi folgorata dalla potenza di quelle immagini. È stato il momento in cui ho capito che da grande avrei voluto fare solo questo: guardare film e perdermi nelle storie di personaggi immaginati. Man mano il cinema è diventato qualcosa di più di una semplice evasione dalla realtà. È una fontana di emozioni e di ispirazione inesauribile, quello che mi salva e la cura ad ogni giornata no. Amo Fellini, Hitchcock, Moretti, Rohmer, Leigh, Dolan e da quando l’ho scoperto, Fassbinder. Se sono malinconica metto su un film con Meryl Streep, un vecchio classico in bianco e nero, tutto Carlo Verdone.

 

Stefano (stefanonovelli) anconetano, 34 anni, ama il cinema da quando con il padre è andato a vedere Troppo Forte, o Pirati di Polanski, al cinema. L’ordine esatto delle visioni si perde nella memoria. Giornalista, ha curato dal 2009 al 2013 la rubrica Cinevasioni per il mensile Freepress “Urlo”. Registi preferiti: Federico Fellini, Clint Eastwood, Francois Truffaut, Sergio Leone. Film preferito: Il raccontare i film.

 

 

francesco massarelliFrancesco (ilmioamicoken) Ricordo i cinema con le sedie di legno e quelli che entravano dopo mezz’ora e recuperavano allo spettacolo seguente. I primi colpi di fulmine furono “L’inferno di cristallo” e “King Kong”. Poi arrivarono Troisi, Verdone e Nuti, ma soprattutto “C’era una volta in America” e “Paris Texas”. Gli anni 90 sono la stagione del cinema che sento più mia, furono gli anni della scoperta del cinema inglese, dei Dardenne, di Kusturica e Von Trier. Con Ken il rosso diventammo subito grandi amici e ogni tanto mi piace recitare la sua filmografia a memoria come fosse la formazione della nazionale dell’82. Quando organizzo una rassegna cinematografica ancora ci sono amici che esclamano: “Piovono pietre”, ma più che una citazione è una preoccupazione. Il mio film del cuore è “Segreti e bugie” di Mike Leigh, 1996.

 

Rossella (Miss O’Hara) Rossella, un nome legato alla passione materna per Miss O’Hara e ad un cinema che mi ha indicato la strada fin dai primi respiri, quando mia madre guardava Twin Peaks e mi raccontava la vita. È stato ed è tuttora il cinema di Lynch quello che guarderei a ripetizione, di cui parlerei (e parlo) senza posa, ma anche Buñuel, Bergman, Hitchcock, Truffaut e tutto quel mondo di immaginazione che mi riempie gli occhi, e i giorni. Ho studiato filosofia ma, in realtà, ho rincorso il cinema per tutta la vita, come assistente alla regia, come freelance, come regista di un piccolo cortometraggio indipendente, tutto sull’immaginazione e, soprattutto, come frequentatrice morbosa di quelle poltrone rosse e di quelle sale che restituiscono ad ogni film la sua dignità.

 

Marta (Marta) Ero bambina quando i miei genitori mi portarono a vedere Rambo. Quella notte non chiusi occhio, convinta di essere io a dovermi nascondere nella foresta: fantasticavo su come avrei potuto mimetizzarmi, sapendo però che tutto sarebbe stato inutile alla sola vista di un ragno o, peggio, di uno scorpione. Alla fine dei giochi, inesorabilmente spacciata, capii peró che il cinema poteva aiutarmi ad affrontare le mie paure e i miei limiti. Poi, a sedici anni, mi imbattei nella luce straordinaria dei film di Ingmar Bergman e le mie ombre si fecero ancora più nere; definitivamente, capii che io, al cinema, avrei potuto fare le mie domande.
Oggi, quindi, guardo film e scrivo di cinema come doppia autoterapia, per abitare meglio nel mio sogno, tra un salto e l’altro in una vita come tante. Sono una studiosa di mestiere, insegno disegno ai futuri architetti, sono mamma di Federico e io, lui e il suo papà, al momento, siamo ospiti di tre superbi felini; da grande vorrei fare la “curatrice di pensieri”, che non so poi che significhi ma mi piace come suona.

Francesco (Francesco Lupo Paci) Per la legge italiana la sua professione è quella dell’ingegnere con tanto di regolare, burocratico timbro professionale. Ma probabilmente la sua selvatica parte animale del Lupo lo ha spinto a occuparsi prevalentemente di architettura e fotografia: ovvio che un uomo dalle idee così chiare e definite non poteva che fuggire la realtà trovando rifugio fin dall’infanzia nelle storie, trame e immagini che solo il cinema è in grado di offrire. Così il suo rapporto con lo schermo è diventato un legame inscindibile che lo ha spesso tolto ai pericoli derivanti da una normale vita sociale, abbracciandolo affettuosamente con fantastiche emozioni e sentimenti.

 

 

Sono stati dei nostri:

 

Andrea (abrunetti5), appassionato di cinema sin dalla tenera età di 3 anni! I miei avevano un cinema qui a Jesi e da li è iniziato tutto. Ora quel cinema non c’è più, scomparso assieme a tante altre monosale della zona, schiacciate dai multiplex e dall’indifferenza del pubblico. Spero di riuscire in questo spazio a dare voce e promuovere quelle piccole realtà che tengono ancora in considerazione le produzioni più autoriali e indipendenti; buon cinema a tutti!

Francesco (Francesco Foschini) Laureato al Dams di Bologna con una tesi sulla figura della donna nel cinema horror italiano e americano, l’hanno definito un cinefilo. I suoi interessi sulla settima arte spaziano dal cinema di genere italiano (dall’horror alla commedia, dal giallo al poliziottesco) allo star system hollywoodiano (soprattutto sulle figure femminili): un po’ diavolo e un po’ acqua santa. Nostalgico, colleziona vhs, dvd e libri sul cinema di serie b. I suoi miti sono: George Cukor, Alfred Hitchcock, Mario Bava, Dario Argento, Lucio Fulci, Billy Wilder, Vivien Leigh e Rosalind Russell.

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