Soldado di Stefano Sollima, grande sequel di Sicario

Soldado, di Stefano Sollima, seguito dell’altrettanto grande Sicario del 2015, di Denis Villeneuve, è un film che ci consegna due verità. La prima è che l’industria cinematografica americana ha finalmente ritrovato dopo Paul Schrader un Autore, uno sceneggiatore, in grado di raccontare scomode e avvincenti storie di individui, che sono al contempo il racconto di quell’affascinante e brutale enigma chiamato Stati Uniti d’America.

Soldado

Parliamo di Taylor Sheridan, che è autore della sceneggiatura di Soldado, come lo era della sceneggiatura di Sicario, oltre che dello script di Wind River, del 2017 (straordinario film del quale era anche regista), e di Hell or High Water, con Jeff Bridges, altro gioiello che è visibile su Netflix.
La seconda verità è Stefano Sollima. Il regista romano di Romanzo Criminale – la serie, della prima e seconda stagione di Gomorra – la serie, Suburra, Acab, si dimostra con questo film cineasta in grado di competere a livello assoluto con i migliori registi americani, nella misura in cui il prodotto che confeziona riesce ad essere un film di genere (ed è il western), ad alta capacità di intrattenimento, e valorizzando l’alta qualità del testo di Sheridan mantenendone la cupezza, la profondità e lo spessore. In ciò dunque, Sollima ha realizzato un film di livello autoriale, dosando scene di azione a scene più controllate, e dimostrando sapienza nel lavorare in una macchina complessa, organizzata e di livello assoluto quale una grande produzione holliwoodiana.

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Il film riprende i personaggi di Graver (Josh Brolin) e dell’enigmatico killer Alejandro (Benicio del Toro), già conosciuti in Sicario. L’uno funzionario C.I.A al servizio delle operazioni sporche dell’Intelligence americana, il secondo, killer ingaggiato per coadiuvare le operazioni. Questa volta è un attentato terroristico su suolo americano a muovere la vicenda, a a far mettere in moto un piano di falso rapimento della figlia adolescente di un boss del cartello messicano, che coinvolgerà i protagonisti in un escalation di fughe, sparatorie, scelte terribili.

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La modernità dello script di Sheridan, che rende irrinunciabile la visione del film, sta nel rendere centrale nella storia l’aspetto del traffico di persone, nuovo business del millennio tra le frontiere (l’agonizzante Unione Europea ne sa qualcosa…), e a mostrare le conseguenze che questa realtà produce. Il nuovo sicario del film non è più solo e soltanto l’Alejandro di Benicio del Toro. L’America di Soldado è pronta ad un passaggio di consegne che coinvolge giovani, giovanissimi uomini senza futuro e senza regole.

Con un finale aperto, ovvero un incontro – trattativa tra un maturo killer e il giovane assassino, il film si propone di introdurre un nuovo capitolo, e di farlo nel segno di una serialità che è capace di guardare alla mutevolezza di una società sempre più incomprensibile nel suo Male.

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