Willy 1er. Quel disagio sociale nascosto così difficile da raccontare.

Presentato al festival di Cannes nella selezione parallela dell’Association Du Cinema Independant, Willy 1er riesce a declinare bene il classico tema del coraggio di prendere in mano la propria vita e guidarla verso il cambiamento.  Un piccolo prodotto indipendente dalle grandi qualità.

 

willy 1er

Il disagio sociale, quello delle persone più deboli, meno appariscenti, spesso sole non è tema frequente dei film. Più facile è parlare del disagio sociale delle classi basse dovuto alla povertà, o il disagio della follia quando questa porta il protagonista a compiere gesti eclatanti o a comportarsi in modo comunque appariscente. Forse i fratelli Dardenne si sono accostati con il loro realismo a quel disagio che tende a rimanere nascosto forse proprio perché quotidiano e apparentemente insignificante. Willy 1er invece indaga e racconta un disagio quasi anonimo e nascosto ma pur sempre doloroso.

Infatti nel film, realizzato da quattro giovani registi: Ludovic Boukherma, Zoran Boukherma, Marielle Gautier, Hugo Thomas, viene presentata la vita di un uomo debole, ma consapevole del suo non essere felice e disposto a lottare, a suo modo, per raggiungere i suoi obiettivi. Obiettivi per noi per nulla straordinari, ma fondamentali per Willy Pruvost (Daniel Vannet) protagonista del film. L’uomo di cinquant’anni vive con i genitori e il fratello gemello in una zona di campagna nel nord della Francia: la sua è una vita noiosa e ripetitiva scandita dal suo lavoro come spazzino, le cene con il fratello e la televisione.

La gente dice che la routine è la merda, la mia avrei voluto che continuasse

Ad interrompere la sua routine interviene il suicidio del fratello e la conseguente decisione dei genitori di mandarlo in un centro specializzato. Willy decide quindi di tentare di realizzare i suoi desideri e obiettivi: andare a vivere in città nella vicina Caudebec-en-Caux, avere un appartamento, degli amici e uno scooter. Parte a piedi e si avventura in una serie di tentativi più o meno maldestri per avere una vita normale. Ci saranno difficoltà, incomprensioni, diversi errori però alla riuscirà nel suo intento di conquista di una minima autonomia.
Il film per quanto pervaso da una certa tristezza e malinconia, riesce ad essere poetico e delicato nel mostrarci questa marginale parte di umanità.

Willy 1er scena del film

CURIOSITA’

 

L’attore, Daniel Vannet è un non professionista e non solo, è la persona realmente esistita che ha ispirato il personaggio di Willy Pruvost: nato nel 1960, figlio di una famiglia numerosa ha interrotto gli studi per andare a lavorare in un’azienda vinicola rimanendo però analfabeta, inoltre durante il suo lavoro viene sfruttato e truffato dato che non gli vengono pagati per intero i contributi. All’età di cinquant’anni decide di cercare una sua autonomia nella città di Aulnoye-Aymeries, dove riesce anche a imparare a leggere e scrivere.
I quattro registi colpiti dalla sua storia decidono di farne un film e di dare la parte principale proprio a Daniel
(che interpreterà sia Willy che il suo gemello).

Il film è visibile in streaming su MUBI fino al 21 febbraio 2018

 

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